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[Intervista] Come Creare una Community Online di Successo – Psicologia Applicata

[Intervista] Come Creare una Community Online di Successo – Psicologia Applicata

Come creare una community di successo?

In questa intervista Carlo Balestriere, fondatore di Psicologia Applicata ci spiega come creare una community attorno ad un argomento di discussione, nel suo caso la psicologia.

Psicologia Applicata difatti è oggi il più grande media digitale in Italia per quanto riguarda il settore appunto della psicologia.

Carlo Balestriere ci mostrerà come dare vita ad una community che conta attualmente in data Ottobre 2019; 1,8 milioni di “mi piace” su Facebook, più di 230 mila seguaci su Instagram e un sito web www.psicologiaapplicata.com con grandi volumi di traffico.

Vi lascio al video dell’intervista.

Sotto il video su “come creare una community online di successo” troverai anche una trascrizione di quanto detto nel video.

 

 

Come creare una community online di successo

 

riccardo fontana communityCome nasce il progetto Psicologia Applicata?

 

carlo balestriere

Il progetto nasce da un duplice bisogno, il primo bisogno era dovuto alla mia tesi di laurea, l’obiettivo era trovare quelle tecniche psicosociali volte ad aumentare l’engagement di una community su una piattaforma online.

 

riccardo fontana community

Hai sfruttato dunque tecniche psicologiche per creare la community?

 

carlo balestriere Si! Era l’obiettivo della ricerca.

L’altro bisogno era quello di creare un nuovo editore indipendente che potesse divulgare questa scienza secondo la mia visione.

Creare un editore indipendente che potesse divulgare questa scienza secondo la mia visione. Perché in Italia la Psicologia ha vari orientamenti ed è anche un pò il difetto di questa scienza. Questo difetto è sia alimentato dai professionisti.

Ti ritrovi con psicologi che negano il metodo scientifico, ed è una follia se ci rifletti. Da una altro lato tu hai grandi editori, giornali, televisioni, giornalisti in generale che scomodano la psicologia solo quando devono pubblicare quei contenuti effimeri, clickbait, che di scientifico non hanno nulla.

Quindi un anno fa, dopo l’ennesima trasmissione televisiva che mi aveva lasciato senza parole dissi “ora basta” è arrivato il momento di creare qualcosa di indipendente.

Qualcosa che potessi gestire io. Questo è un pò l’obiettivo di Psicologia Applicata, divulgare questa scienza dando un taglio pratico.

Il nome non è dato a caso, prima di scegliere il nome dell’editore, perché è un editore a tutti gli effetti, io sono uno dei 15.000 publisher che collabora con Facebook.

Prima di dare questo nome ho fatto delle ricerche. In gergo si utilizza differenziale semantico uno strumento per capire, dato un oggetto sociale come si posizionano gli atteggiamenti delle persone riguardo quell’oggetto.

In questo questionario avevo chiesto di attribuire un aggettivo alla parola “psicologia. notai che molti italiani alla parola psicologia attribuivano aggettivi quale fumosa, filosofica, poco concreta, allora io ti do la contro parola: Psicologia Applicata appunto.

 

Con Psicologia Applicata hai creato una community da oltre 1 milione in meno di un anno.

 

come creare una community

 

In 93 giorni , dal 1 febbraio 2017 fino a 5 maggio da 22 mila a 1 milione di iscritti.

Una volta finita la ricerca decisi di trasformarlo in un editore vero e proprio.

 

Quali sono gli step che ti hanno portato a creare una community così grande?

Gli Step.

  • Devi creare un oggetto di discussione attorno alla quale le perone si vogliono riunire.

La psicologia in questo caso è un oggetto di discussione molto ricercato a livello italiano e mondiale, molti editori hanno la sezione psicologia, e spesso è quella che otteneva più click, più visualizzazioni.

In Italia non c’era qualcosa di inerente solo alla psicologia. Qualche anno fa cercavo proprio qualcosa di simile a psicologia applicata. C’erano editori con posizioni interessanti , ma non c’era una psicologia che fosse seria, applicabile ala vita quotidiana.

Non trovando in primis questo oggetto ho deciso di crearlo.

L’oggetto ha avuto molto interesse, molte persone ricercavano questa cosa e da li si è aggregata una community.

 

  • Quindi numero 1: Crea un oggetto sociale attorno alla quale far riunire una community

 

Un esempio: c’è un gruppo di giuristi che sta creando una community sullo stesso filone. Una community che fa informazione, divulgazione sui diritti. Quando pensiamo alla giurisprudenza la stragrande maggioranza degli italiani pensa che sia qualcosa di estraneo, negativo ecc.
In realtà il diritto è una cosa meravigliosa, se conosci i tuoi diritti hai molti vantaggi nella vita..

Qualsiasi cosa può aggregare un numero di persone purché dia valore.

  • Numero 2: Dare valore alle persone. 

 

riccardo fontana community

Se dovessi ripartire da zero useresti Instagram, Facebook o quali altri canali?

 

psicologia applicataQuesta è una domanda che mi fanno spesso. Una persona è un brand quando comunica, e sempre più persone mi fanno questa domanda “io devo partire da zero, da dove devo iniziare”?

Premettendo che si è sempre al giorno zero, in quanto nonostante i numeri, se dovesse uscire una nuova piattaforma si dovrebbe ricominciare nuovamente, devi stare sempre sul pezzo.

  • Quindi mia filosofia è pensare di essere sempre al giorno zero.

Nonostante i numeri io sono al giorno zero su Instagram e su Youtube. Quest’anno mi concentrerò al 70% su Instagram e Youtube che dalle statistiche di distribuzione di iscritti sta prendendo le forme di Facebook.

  • Il tuo obiettivo è travasare i fan da una piattaforma all’altra.

Quindi punterei su Instagram e Youtube. Sono due social che puntano molto sui video.
Vuol dire, che se tu crei un contenuto “grosso” da pubblicare su youtube, questo contenuto te lo puoi rivendere anche su Instagram spezzettandolo in video più piccoli.

Facebook è il social più difficile perché attualmente si monetizza tramite articoli istantanei. Da poco su Facebook si può monetizzare anche dai video, ma non c’è paragone con youtube.

 

Come avvieresti un progetto editoriale simile a Psicologia Applicata?

 

Ovviamente devi avere un sito, perché vai trattare argomenti complessi.

La persuasione ci insegna questo: è vero che per alcuni messaggi è più efficace a livello di trasmissione di informazioni il video. Il cervello elabora più efficacemente un messaggio se è trasmesso prima in modalità audiovisiva, poi in modalità audio e infine modello testuale.

Quando il messaggio è semplice meglio prediligere audio e video. Però studi dimostrano che quando l’argomento è complesso il testo diventa più persuasivo rispetto al video.

Con persuasione non intendo solo vendere. La persuasione è il processo che permette di cambiare gli atteggiamenti di una persona riguardo un oggetto.

Io sto cercando di persuadere qualcuno, non sto solo comunicando, devo far in mondo che la mia tesi sia la più allettante possibile.
Il copywriting è questo qui.

Il mio consiglio è avere quindi sito e Linkedin.

 

riccardo fontana community

Creare una pagina business Linkedin o una personale?

psicologia applicata

Entrambi! Linkedin ha il sistema di publishing interno perché le persone che si trovano su linkedin, si è visto sono portate a leggere più spesso. In ordine: linkedin Facebook , twitter, Instagram.

Perché?

Il contesto in cui siamo modifica la nostra attenzione, se mi trovo su linkedin mi comporto in maniera diversa rispetto a se mi trovassi su instagram.  Perché se esce un articolo interessante su linkedin io me lo seguo, me lo leggo con piacere.
Lo stesso articolo su facebook non avrebbe la mia stessa attenzione. Stesso stimolo, contesto diverso, effetti diversi.

Io facebook lo associo al momento della pausa, non voglio forzatamente switchare al momento dello studio se non sono obbligato.

Quindi se hai un progetto editoriale serio consiglierei linkedin dove fai copia incolla degli articoli che pubblichi sul sito.

Userei social per restare sul pezzo e per veicolare le visite.

Poi Youtube. Devi metterci la faccia, se non ci metti a faccia non sei nessuno. Un conto è avere 20k iscritti che ti seguono e ti conoscono personalmente e un conto avere 2 milioni di persone che non sanno chi sei, sei meno influente, non sposti gente.

Quindi youtube lo devi dare per scontato perché ti obbliga a metterci la faccia. a scendere in partita.
Vuol dire che nel progetto editoriale si potrebbe leggere l’articolo pubblicato il giorno prima in video. In modo tale da riuscire a succhiare traffico anche su youtube.

Io faccio così. Pubblico l’articolo, lo condivido sui social, dopo uno, due giorni che è esaurito il traffico dai social lo trasformo in video da pubblicare, podcast o lo trasformo in infografiche post ecc. Quel contenuto ha esaurito il traffico che poteva ottenere dai social. A questo punto conviene crearne un altro. Poi sarà la SEO a portarmi altro traffico.

 

Cosa ne pensi dei podcast?

La gente sta usando i podcast, tu puoi utilizzare anche l’audio di un video. Purché non abbia riferimenti a livello visivo.

 

Conclusione

  • Individua, crea un oggetto di discussione
  • Dai valore alle persone
  • Pensa di essere sempre al giorno zero
  • Mettici la faccia
  • Presenza costante su tutti i canali

 

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente sul portale di digital-coach.it. Il link all’articolo originale: Psicologia Applicata.

Circa l'autore

Riccardo Fontana

Da sempre ho come sogno quello di aiutare, ispirare le persone a diventare la loro migliore versione possibile. Da questo obiettivo nasce il blog. Nella vita di tutti i giorni mi occupo di digital marketing e Cooperazione Internazionale. Non smetto mai di formarmi ed applico quotidianamente la filosofia del Kaizen: il miglioramento continuo.

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