Il vicolo cieco – Come capire se mollare o perseverare

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il vicolo cieco

Il vicolo cieco. Come capire quando è il momento di mollare?

 

“Non mollare”

“Chi molla non vince mai, chi vince non molla mai”

 

Quante volte hai sentito frasi del genere?

 

Nella cultura di oggi questi messaggi sono condivisi ovunque. Ma è veramente un fallimento mollare?

 

 

2015

Sto ritornando dall’ennesima partita fuori porta, è tardi, ancora non ho cenato e l’indomani già penso alla sveglia che mi costringerà a balzare fuori dal letto all’alba.

Era ormai quasi un anno che non sentivo la motivazione e lo stesso entusiasmo di quando avevo iniziato. Più che una passione si era trasformato in un lavoro, non pagato ovviamente 😀

Ho passato gran parte della mia vita da adolescente/adulto ad inseguire il sogno di diventare un giocatore di basket professionista.

Era arrivato un momento però in cui non esisteva nulla al di fuori dello sport.

 

Era già un anno che ci pensavo, ma sempre quelle voci in testa:

 

“non mollare, è da perdenti”

“cosa penserà chi ha investito su di te”

“chi sarai dopo aver investito tutti questi anni a nutrire questa passione”

 

La verità è che erano tutte scuse. Erano storie che mi raccontavo per rimandare il dolore di fare una scelta e affrontarne le conseguenze.

 

Le decisioni fanno paura.

 

Chiudere un rapporto sportivo, lavorativo, una relazione, ma anche cambiare casa e abbandonare un luogo sono scelte complicate da prendere.

 

Fatto sta che quella decisione l’ho presa, complice un anno particolare, e da lì la mia vita ha preso una piega diversa, più in linea con chi ero e chi volevo essere.

 

Mi hanno aiutato alcune domande che vedremo successivamente.

 

La prima domanda è:

 

Come si fa a sapere se la scelta che si prenderà sarà quella giusta?

 

C’è un libro che affronta questo argomento: Il Vicolo Cieco di Seth Godin, un libricino di nemmeno 100 pagine da cui prenderò in prestito alcuni spunti per questo articolo.

Nel libro si fa riferimento a 3 situazioni differenti in relazione alle quali valutare se mollare è la scelta giusta o sbagliata.

 

Quando nasce il desiderio di mollare le scelte sono principalmente due:

  • Andare avanti
  • Mollare per orientare e focalizzare le energie su altro

 

Vediamo come capirlo.

 

Come capire quando mollare: i tre modelli

 

Il fossato

 

il fossato

 

Quando si intraprende una nuova attività, la fase iniziale è la più divertente, si migliora con molta facilità, i progressi sono palpabili.

L’alta curva di apprendimento iniziale ci spinge a dedicare impegno e dedizione all’attività che stiamo svolgendo.

 

Superata questa prima fase però, arrivano le complicanze. I progressi sono più lenti, arrivano i primi ostacoli e difficoltà. Ci troviamo nel fossato, che può durare, giorni, mesi o addirittura anni.

 

Ecco qualche esempio:

  • La differenza tra chi va in palestra e il Bodybuilder

 

Ti scrivi in palestra. Nei primi mesi i tuoi progressi sono evidenti. Arriva un momento però in cui ti sembra di essere in stallo.

Per fare il salto successivo è necessario rivolgersi ad un personal trainer, cambiare dieta.

A molti semplicemente non interessa, per altri è troppo impegnativo e dunque mollano. Non superano il fossato.

Questo non è negativo, lo è solo in relazione ai loro obiettivi. Un aspirante bodybuilder che molla perché non vede progressi il primo mese di stallo fa la scelta sbagliata.

Può e deve superare quel fossato.

 

  • Azienda

Lo stesso discorso vale per le aziende. Immaginiamo una start up innovativa appena avviata. Opera in un settore che nel momento in cui viene fondata presenta pochi competitor e molta domanda. L’azienda cresce e scala con facilità, fino al punto in cui altri business si rendono conto del mercato florido in quel particolare campo.

Crescono i competitor, aumentano i costi, crescono in numero i dipendenti e la gestione diventa più complicata.

Bene, a questo punto l’azienda si trova nel fossato. Deve ora capire come superarlo. E’ necessario rivedere le proprie strategie e processi.

Se supererà il fossato l’impennata sarà esponenziale. Perché?

Il fossato genera scarsità. E’ una sorta di filtro ed è li per dividere i principianti dagli esperti. Le normali attività dalle aziende di successo leader di mercato.

 

  • Studente universitario

Inizi il tuo bel percorso universitario. Tutto procede bene per i primi esami. Arriva ad un certo punto un esame ostico che non riesci a passare al primo tentativo. Diritto privato per molti è uno scoglio troppo grande da superare.

Anche l’università presenta un fossato volto a generare scarsità. Perché pensate che i medici siano pagato più della media?

C’è scarsità di medici. Non solo affrontano difficoltà durante il loro percorso di studi. Ma anche prima, con il test per entrare nella facoltà, il cui numero è limitato ad un numero ristretto di persone.

Chi si laurea in medicina ha superato dei fossati. Dopo però la crescita e i risultati sono esponenziali. Proprio perché quegli ostacoli hanno filtrato ed hanno generato scarsità.

 

«Il fossato è il lavoro lungo e impegnativo che si rende indispensabile per passare dalla condizione del principiante a quella di chi padroneggia completamente la materia. È lungo e impegnativo, non v’è dubbio, ma è anche il mezzo più rapido per arrivare dove volete: ogni altra soluzione richiederebbe più tempo».

 

Come capire se lasciare o perseverare quando si entra nel fossato?

Come sappiamo se che quel fossato in realtà non è un vicolo cieco?

 

Il vicolo cieco

 

vicolo cieco

 

Se a volte perseverare è necessario, alle altre non porta a nulla. Ci si trova in un vicolo cieco.

 

Il vicolo cieco corrisponde alle situazioni in cui si lavora, si lavora e si lavora, senza che accada nulla. Non vi sono miglioramenti significativi e neppure peggioramenti significativi. Si lavora e basta.

 

“Investire la vita in qualcosa che non può migliorare ha un costo troppo elevato in termini di occasioni perdute”.

 

Se ti trovi in un vicolo cieco devi uscirne al più presto.

 

Dunque riassumendo:

  • Persevera nel fossato che può portarti al successo
  • Molla i vicoli ciechi e ricolloca le tue risorse

 

Il salto

C’è una terza via: il salto.

 

quando bisogna mollare

Il salto ha un crescita lineare, ma ad un certo punto si interrompe, iniziando la sua decrescita.

Sono tutte quelle attività che non presentano sfide e di conseguenza non generano scarsità, quindi valore.

 

In conclusione:

Quando mollare e quando perseverare

Domande da porsi prima di mollare + 1 consiglio

 

Sono in preda al panico?

Prendere una decisione in una fase emotivamente particolare non è consigliato. Lo stesso discorso vale per il troppo entusiasmo. Continua certamente a ponderare sulla tua decisione, ma non fare una scelta affrettata. Attendi che ci siano le condizioni e la chiarezza mentale per non commettere errori.

 

Perché non prendo questa decisione subito?

Chiediti cosa ti sta bloccando. La paura, le aspettative degli altri, o ci sono ragioni per cui è meglio aspettare?

Persevera

  • Se molli per la mancanza di tempo
  • Se molli per la paura
  • Pensi di mollare per un beneficio di breve termine

 

Molla

  • Quando ti trovi in un vicolo cieco
  • Se sei nella fase di decrescita

 

Stai facendo progressi misurabili?

Non puoi migliorare se non misuri i tuoi progressi

 

Prendete carta e penna

“scrivete in quali circostanze avete voglia di mollare, e quando”

“stabilite prima della gara in quali condizioni deciderete di fermarvi e ritirarvi”

 

In conclusione

Chiariamo le ultime cose:

  • Mollare come strategia di breve termine è solitamente una cattiva decisione
  • Mollare come strategia di lungo termine è generalmente una buona idea

 

  • Mollare può essere una grande opportunità di miglioramento, libera le risorse per affrontare il fossato che conta.
  • A volte l’unico motivo che vi induce a rimanere è il desiderio di rimandare il dolore. Sopportare quel dolore oggi evita di patirne uno più grande domani.
  • Occhio a diventare esperti nell’arte della partenza! Ci sarà sempre un fossato ad attenderti.

 

Per approfondire ti consiglio il vicolo cieco di Seth Godin e come sempre ti invito a seguirmi su YouTube e Telegram.

 

 

Riccardo Fontana

Riccardo Fontana

Da sempre ho come sogno quello di aiutare, ispirare le persone a diventare la loro migliore versione possibile. Da questo obiettivo nasce il blog. Nella vita di tutti i giorni mi occupo di digital marketing e Cooperazione Internazionale. Non smetto mai di formarmi ed applico quotidianamente la filosofia del Kaizen: il miglioramento continuo.

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