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LEADERSHIP – COSA SIGNIFICA ESSERE UN LEADER

LEADERSHIP – COSA SIGNIFICA ESSERE UN LEADER

 

Che cos’è che accomuna Nelson Mandela, Gandhi, Steve Jobs e Donald Trump? Nel bene o nel male, sono stati o sono dei leader.

 

Ma, quando si parla di leader, che cosa ci fa definire le persone in quanto tali: la loro personalità, il loro carattere, le loro azioni e/o il loro successo?

 

La leadership è un argomento affascinante quando parliamo di crescita personale, perché chi di noi non vorrebbe migliorare/crescere a tal punto da diventare un leader?

 

Ma come si diventa un leader e che cos’è effettivamente la leadership?

 

I VARI SIGNIFICATI DELLA LEADERSHIP

 

“La grandezza di una leadership si fonda su qualcosa di molto primitivo: la capacità di far leva sulle emozioni.” Goleman

 

Come Massimo Pilati e Henry L. Tosi riportano scritto nel loro libro “Comportamento organizzativo”, la leadership è un processo di influenza per far comprendere e accettare le decisioni che devono essere prese e le azioni che devono essere intraprese, facilitando gli sforzi individuali e collettivi per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

 

leadership

 

La leadership è un’esigenza organizzativa e una delle forme più efficaci di controllo sociale, perché comporta l’influenza interpersonale, la guida delle persone e l’assunzione di ruoli di responsabilità.

 

Le diverse sfaccettature delle leadership

 

Secondo numerosi e differenti studi sulla leadership, essa non ha un significato univoco ma può variare a seconda del modo in cui intendiamo il concetto di “processo di influenza” appena descritto sopra.

La leadership può essere intesa come:

  • Focus della dinamica di gruppo: il leader viene visto come il sostegno e il punto centrale del gruppo.
  • Come personalità: il leader è la persona carismatica.
  • Come arte del consenso: il leader influenza i membri del gruppo che vengono visti come soggetti passivi.
  • Come esercizio d’influenza e forma di persuasione: il leader è colui che crea un’ispirazione verso una visione comune, che le persone, intese come soggetti attivi, fanno propria.
  • Come comportamento: il leader è capace e sa mettere in luce le capacità degli altri.
  • Come strumento per raggiungere l’obiettivo.

 

 

La differenza tra autorità e leadership

 

“Ci si chiede qual è la differenza tra un leader e un capo: il leader guida, il capo conduce” Roosevelt

 

Il termine “leader” ha origine dal verbo inglese “to lead” che significa condurre, dirigere, guidare. Se andiamo ancora più nel profondo etimologico, “condurre” deriva dall’unione di due parole latine: “cum + ducere”, che significano “guidare assieme”.

 

essere leader

 

Quando parliamo di leader, parliamo di una persona che ha le stesse responsabilità di un capo, ma che agisce in modo diverso, soprattutto nel modo di gestione ed organizzazione del proprio gruppo di persone.

 

Vediamo insieme le differenze:

 

“Il capo dice IO, mentre il leader dice NOI”

 

1) Il capo è colui che dirige il gruppo e che da le direttive dall’alto. Solitamente si pone al di sopra dei suoi collaboratori, in modo da poter utilizzare la sua posizione dirigenziale come strumento di influenza.

È colui che guarda al raggiungimento dell’obiettivo senza tener conto dei bisogni/aspirazioni delle persone e, inoltre, non condivide il successo quando viene raggiunto. Ordina e attende che i suoi ordini vengano eseguiti.

 

2) Il leader è colui che supporta i propri collaboratori, fa parte del team, tiene in considerazione le persone e le loro idee, motiva le persone in modo tale che possano tirare fuori il meglio.

Pone un obiettivo comune al team e condivide il successo con i suoi collaboratori. Il leader sa delegare ma, a differenza del capo, il quale si limita ad attendere l’esecuzione degli ordini, si cala in prima linea nel team per il raggiungimento del successo.

 

Essere un leader efficace

 

Esiste un vastissimo campo di studi relativo a questo argomento e nessuno porta allo stesso risultato. Questo significa che stiamo parlando di un argomento che non è né statico, né oggettivo, né identico per tutti i tipi di situazioni, ma di un qualcosa che si relaziona al contesto e alla situazione in cui viene calato.

Secondo un modello integrativo di questi studi e rifacendoci alle differenze tra capo e leader, possiamo arrivare ad affermare che un leader efficace ha le seguenti caratteristiche:

  • Sa individuare e risolvere i problemi;
  • Sa fissare e raggiungere degli obiettivi;
  • È popolare;
  • È affidabile e responsabile;
  • È socievole e cooperativo.

 

 

Intelligenza emotiva e leadership

 

Come già visto nell’articolo sul feedback e la critica costruttiva, l’intelligenza emotiva è la capacità di percepire, integrare e regolare le emozioni per facilitare il pensiero e promuovere la crescita personale emotiva e intellettuale.

Daniel Goleman, psicologo statunitense, autore del libro “Intelligenza emotiva”, che negli anni Novanta ha rivoluzionato gli studi su questo argomento, nel suo libro “Leadership emotiva” ci spiega come la leadership, ovvero la capacità di far leva sulle emozioni, si diversifichi in sei stili, a seconda della capacità di capire quando adottare uno stile piuttosto che un altro tramite l’intelligenza emotiva.

 

esercitare la leadership

 

  • Stile autoritario: richiede un allineamento immediato ed è utile in tempi di crisi o quando si ha a che fare con dipendenti problematici. Ha un impatto solitamente negativo e la frase che lo caratterizza è: “fai quello che dico io”.
  • Stile visionario: mobilizza le persone con la visione ed è utile quando la situazione richiede una nuova visione o una visione chiara. Ha un impatto positivo sui collaboratori e la frase che lo caratterizza è: “vieni con me”.
  • Stile armonizzatore: crea armonia e legami emotivi ed è utile quando la situazione richiede di saldare delle fratture e di motivare in circostanze stressanti. Ha un impatto positivo e la frase che lo caratterizza è: “le persone prima”.
  • Stile democratico: costruisce il consenso attraverso la partecipazione ed è utile quando è necessario costruire un consenso e ricevere input da parte dei collaboratori. Ha un impatto solitamente positivo e la frase che lo caratterizza è: “cosa ne pensi?”.
  • Stile esigente: definisce alti standard di performance ed è utile quando la situazione richiede degli ottimi risultati in un team motivato e competente. Ha un impatto negativo e la frase che lo caratterizza è “fai quello che faccio io”.
  • Stile coaching: si basa sullo sviluppo delle persone ed è utile per aiutare a migliorare le prestazioni e/o sviluppare punti di forza a lungo termine. Ha un impatto solitamente positivo e la frase che lo caratterizza è “prova questo”.

 

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Come esercitare la leadership: 10 suggerimenti

 

Leader si nasce o si diventa?

 

È certo che alcuni di noi avranno già innate alcune caratteristiche del leader, ma la leadership, anche nel nostro piccolo, può essere allenata, come qualsiasi altra abilità.

Sicuramente farlo può essere una bella palestra per molte delle nostre soft skills.

Ho tratto spunto dal libro di Dale Carnegie, “Scopri il leader che è in te”, per elencare dieci suggerimenti da poter mettere in pratica.

 

1) Comincia a comunicare:

  1. a) Dai e chiedi feedback: crea relazioni costruttive ed esercita la capacità della gestione del conflitto;
  2. b) Spiega il perché: fai chiarezza sui ruoli e le responsabilità, fornisci le giuste informazioni.

 

2) Motiva gli altri attraverso la condivisione e il potere dell’entusiasmo: crea un processo di “empowerment” dimostrando fiducia nelle capacità di chi ti è intorno.

 

3) Esprimi un sincero interessamento per gli altri.

 

4) Guarda le cose dal punto di vista dell’altra persona.

 

5) Ascolta per imparare: dimostra un autentico interesse per chi lavora con te e incoraggia l’individualismo, la creatività e l’iniziativa.

 

6) Rispetta la dignità degli altri.

 

7) Riconosci lodi e premi e impara ad ammettere i tuoi errori.

 

8) Stabilisci degli obiettivi e rispettali con autodisciplina.

 

9) Crea un atteggiamento mentale positivo: affrontare le situazioni della vita con un atteggiamento mentale positivo è molto importante, perché ha un impatto profondo sul comportamento delle persone che ci circondano. Impara a non preoccuparti delle cose che non puoi controllare e agisci dove sai che puoi agire.

 

10) Allena la tua “self-confidence”: mostra sicurezza in te stesso.

 

Sono piccoli passi che non è semplice applicare tutti insieme ma, giorno per giorno, è possibile allenare la tua leadership… che cosa aspetti a diventare un leader?

 


Per approfondimenti sull’argomento:

Circa l'autore

Chiara Coratella

Grazie al volontariato in un’associazione internazionale e all’inizio della pratica dello yoga mi sono avvicinata alle tematiche di crescita personale, self-help e mindfulness, rivoluzionando la mia vita. Credere nello sviluppo della persona mi ha portato oggi a lavorare nel mondo delle risorse umane, ambito che mi permette di seguire i miei interessi. Con i miei articoli condivido la passione per il miglioramento continuo.

2 Commenti

  1. Karin

    Articolo coinvolgente e non mancano interessanti spunti di riflessione, primo tra tutti quello sulla relazione che intercorre tra leadership e intelligenza emotiva – molto spesso sottovalutata. È stato anche stimolante approfondire i vari stili di leadership. Grazie!

    Rispondi
    • Chiara Coratella

      Grazie Karin, spero che l’articolo possa esserti utile per sviluppare la leadership nella vita di tutti i giorni! 🙂

      Rispondi

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